Scrivere e cucinare. C’è differenza?

Scrittura e cucina hanno qualcosa in comune.

Per parlare della prima, parliamo della seconda.

Ma cominciamo e finiamo con un gioco.

Quando insegnavo italiano a stranieri (il mio primo amore e mestiere), una delle fasi iniziali della lezione era il diagramma a ragno (Spidergram). Scrivevo e cerchiavo la parola chiave del giorno al centro di un cartellone, o della lavagna, e invitavo gli studenti a trovarne altre per libere associazioni di idee, tracciando delle linee a partire dal centro. Ogni nuova parola poteva essere l’inizio di una costellazione, oppure crescere in una frase.

Non importava, in quel momento e per quell’obiettivo, che gli studenti dicessero e scrivessero correttamente le parole che avevano in testa; a quella festa, Ortografia e Fonetica non erano ancora ospiti gradite. Non era importante nemmeno che conoscessero tante parole, ma solo che le cercassero fra quelle già presenti nella propria testa, senza l’aiuto del dizionario.

Per esempio, se l’obiettivo del giorno era che gli studenti prendessero confidenza con l’uso alternato di verbi al passato prossimo e all’imperfetto, la parola chiave più azzeccata per lo spidergram era “Infanzia”, perché il racconto dei ricordi d’infanzia è una cornice narrativa ideale per poter praticare con naturalezza i due tempi dell’indicativo, sia nello scritto che nel parlato.

diagramma a ragno

Dopo esserci preparati ad accogliere le parole, leggevamo un brano di Natalia Ginzburg, oppure ascoltavamo un’intervista a Valeria Moriconi che raccontava la sua infanzia. Alla fine della lezione, gli studenti erano in grado di raccontare i loro ricordi d’infanzia. Custodisco ancora tutti i loro scritti e la registrazione delle loro voci.

Scrivere

Faccio i diagrammi a ragno anche oggi che non insegno quasi più la mia lingua ai non nativi. Lo faccio soprattutto per me, per aiutarmi a pensare meglio nel lavoro, ma mi capita di farlo anche durante alcune riunioni importanti con i collaboratori.

Ho provato a fare lo stesso con la parola “scrivere“, che è l’argomento di questo articolo. Il mio foglio, però, è rimasto vuoto. Provo una massa liquida di sentimenti e stati d’animo che mi fa esitare: amore, tranquillità, confusione, imbarazzo, rispetto, timore, ansia, devozione, inadeguatezza. Potrei continuare, ma non vedrei la fine, né io che sto scrivendo, né tu che stai leggendo. Mi sento un po’ straniera.

Scriventi e scrittori allo scrittoio

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Photo by rawpixel.com on Unsplash

Claudio Giunta, nella sua intervista andata in onda su Rai Radio 3 lo scorso 21 febbraio, ha usato spesso le parole “scriventi” e “scrittori“. Ho raccontato questa intervista in un articolo su “Come non scrivere”, che è anche il titolo del suo ultimo libro (UTET 2018).

Il modo in cui Giunta usa le due parole è intuibile: scrivente è chi scrive, quindi chiunque sia alfabetizzato, e scrittore è chi scrive per mestiere, quindi un autore. Mettersi d’accordo su cosa faccia di uno scrivente uno scrittore, è un’altra faccenda e a sbrogliarla non ci penso nemmeno.

Cucinare

Passiamo dallo scrittoio ai fornelli. Scrivere e cucinare si assomigliano, un po’. Sono in ballo ingredienti da dosare con cura, spazi da usare, tempi da controllare, e tutta una creatività di sapori, odori, colori, consistenze da esprimere. Oltre il bisogno di nutrirsi, l’obiettivo è il piacere, proprio e degli altri.

Ti ricordi Davide Mengacci, quando nei suoi programmi televisivi diceva: «Non sono un cuoco, sono un uomo che cucina»?

Casalinghi e chef ai fornelli

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Photo by Clem Onojeghuo on Unsplash

Alberto cucina spesso il pesce a casa sua con gli amici. Mario ha fatto un corso di cucina e sa come cucinare il pesce meglio di altri. Claudia lavora come aiuto cuoco nella cucina di un ristorante. Simone ha vinto l’ultima edizione di Masterchef. Mauro è lo Chef del ristorante Uliassi, che poi è il cognome di Mauro.

Amore, dove vuoi andare a cena stasera?

Se tu potessi scegliere, senza avere il cuore più pesante per il portafoglio più leggero, fra una cena a casa di Alberto e una da Uliassi, pagheresti 165 euro per una (una) degustazione di pesce preparata da Mauro?

Il mio compagno, sì. Una volta sola. Mi ci ha portato nei primi mesi in cui stavamo insieme, dopo avermi precisato che quello, per lui, era un investimento per una strategia di relazione di coppia di durata almeno quinquennale e che l’Albanella di molluschi e crostacei non l’avrei rivista prima di cinque anni. Non con lui, almeno.

La bottiglia d’acqua minerale costava 5 euro. Il profumo dell’Albanella di molluschi e crostacei, non me lo ricordo, però ci ricordiamo l’Albanella tutta.

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Mauro Uliassi, Albanella di molluschi e crostacei
Fonte immagine: www.altissimoceto.it by Viaggiatore Gourmet

A proposito di consistenze

Fra i dessert di Uliassi, c’è un piatto che si chiama “La nocciola nelle sue consistenze”. Quando le ho assaggiate, tutte le consistenze della nocciola, ho pensato agli Esercizi di stile di Raymond Queneau e ai suoi 99 modi di raccontare la stessa cosa.

Il Dizionario Analogico della Lingua Italiana della Zanichelli è «un prezioso arnese di lavoro per trovare la parola giusta. […] una specie di social network delle parole che cerca di favorire la loro vita di relazione attraverso catene nomenclatorie» (Aldo Grasso sul Corriere della Sera). Non è un dizionario di sinonimi. È simile, piuttosto, al diagramma a ragno. Allarga le parole in una ragnatela di caratteristiche, azioni connesse, modi di dire, parole e frasi collegate. Costruisce la trama (lucente). Aiuta chi scrive a trovare la precisione, e la consistenza giusta.

Dizionario Analogico della Lingua Italiana
Estratto PDF disponibile online: staticmy.zanichelli.it

La scrittura, per scriventi e scrittori

Da quando iniziamo ad andare a scuola con la penna e il quaderno nello zaino, ci chiamiamo tutti Alberto. Con la penna, o la tastiera, avremo un rapporto per il resto della vita.

È un rapporto che cambia nel tempo, nello spazio, nelle risorse disponibili. Così che ognuno di noi, in base alla propria carta di identità personale e professionale, ha non soltanto un rapporto con la scrittura diverso da quello di tutti gli altri, ma una percezione di che cos’è, un immaginario che si forma davanti alla parola “scrivere”. Il tuo immaginario qual è?

Giochiamo con la scrittura?

Rientriamo nell’aula di italiano per stranieri, da dove avevamo cominciato. Un esercizio classico è quello di completare una frase. Si può completare con aggettivi, verbi, nomi, o espressioni che iniziano con “come …”. Si può espandere la frase con “perché …”. La sola cosa importante è che la stringa non superi le 20 parole.

Completa le frasi liberamente (liberamente, non è un bell’avverbio da poter usare, ogni tanto?)

  1. Scrivere romanzi e racconti è …
  2. Scrivere per il teatro e il cinema è …
  3. Scrivere per la televisione e la radio è …
  4. Scrivere manuali e saggi specialistici è …
  5. Scrivere comunicati stampa e articoli di giornali è …
  6. Scrivere testi per cataloghi, brochure e volantini è …
  7. Scrivere per siti e blog è …
  8. Scrivere per i social network è …
  9. Scrivere su commissione è …
  10. Scrivere è …

Puoi scrivere le tue frasi nei commenti a questo articolo, oppure attraverso i social collegati a questo blog (LinkedIn, Facebook, Twitter), oppure, se proprio non vuoi uscire allo scoperto, scrivendomi in privato. Puoi decidere di completarle tutte, o solo quelle di tuo interesse o con cui hai più familiarità.

Se vuoi prima lavorare di carta e penna come faccio io, ho preparato per te una scheda che puoi scaricare e stampare. In bianco e vinaccia.

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Gioca con me, perché …

Sono davvero, davvero assetata delle tue frasi. Ho bisogno di un patto di alleanza con te, per poter scrivere il prossimo articolo, dove ti racconterò di una difficoltà che ho incontrato nel mio lavoro ai punti 7 e 9, e di come l’ho affrontata. Per incontrare questa difficoltà, non è necessario essere scrittori o fare il mio lavoro. È una difficoltà di tutti noi scriventi, perché la scrittura ce l’abbiamo nelle mani come farina e uova da impastare.

Nel prossimo articolo ti parlerò di scrittura, personalità e tono di voce. Per parlarne senza commettere un atto di sacrilegio nominando la Dea Scrittura invano, farò riferimento a schede ed esempi di linguisti, scrittori e copywriters che hanno esperienza da vendere (e anche da regalare, nel caso di alcuni a cui va tutta la mia gratitudine). Molti di loro hanno già fatto capolino nella nostra Piccola Biblioteca del Conforto, ma solo come riferimento bibliografico.

È ora di mettere le mani in pasta, per me e per te.

scrivere e cucinare
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