Cambiare. Rilanciare i dadi della storia

Cambiare si può. Cambiare si deve.

Ci ho pensato oggi, che è stata una bellissima domenica di sole. Mi è sembrato il momento giusto per tornare a scrivere un articolo su Ludolingua, dopo un lungo periodo di assenza che ha portato tanti cambiamenti importanti. Questo articolo può essere utile a chi cerca o evita, vuole o teme, un cambiamento. Rilanciamo insieme i dadi del gioco.

cambiare
Fonte: ludolingua.info – Rory’s Cubes

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma

Il cambiamento fa parte della vita, su questo siamo d’accordo? Questa cosa ci piace o no?

Cambiare è lasciare la propria zona di comfort, quel posto comodissimo e sicuro che ci siamo creati su misura, dove accade solo ciò che possiamo controllare, compresi i disagi delle proprie prigioni mentali.

Cambiare è scompaginare un equilibrio sottile; mandare in frantumi uno schema noto; rompere il ciclo di un’abitudine; provare un’altra posizione nello spazio; barattare una certezza per un’incertezza; riaccettarsi e farsi riaccettare; alzare lo sguardo per avvistare una possibilità nuova. A volte siamo noi a cercare un cambiamento. Altre volte, è il cambiamento a trovare noi. In entrambi i casi fa paura. Se succede, ci si deve fare i conti.

“Lo so che lo sai, ma lo fai?”

Ciò che spaventa, del cambiamento, non è solo la marcia inarrestabile verso di noi di ciò che ancora non conosciamo, ma anche, forse soprattutto, l‘ipotesi di perdere qualcosa di importanza vitale. La sicurezza, per esempio. O la familiarità di una situazione già nota, qualunque sia. Ma, se si vuole cambiare qualcosa che non ci piace, come possiamo farlo senza cambiare prima il nostro modo di pensare?

cambiare testa
Fonte: freeimages.com

La sicurezza è uno stato mentale e la familiarità di cui ogni essere umano ha bisogno si crea e ricrea, continuamente.

C’è una cosa che non cambia, ed è la pasta di cui siamo fatti. La buona notizia è che la Natura ci ha dato una pasta modellabile.

Cambiare

Nel 2013 l’ho fatto. Dopo anni di vita e lavoro a Roma, fatti di corse quotidiane da una parte all’altra per andare a lavoro (in metro, in treno, in autobus, in macchina), di numerosi traslochi, di migliaia di ore di insegnamento, di scritture, di formazione didattica continua, di convegni, di incontri con belle e brutte persone, ho deciso di lasciare la Città Eterna per tornare dove sono nata. Perché volevo cambiare un po’ di cose.

“Tornare a casa”

Tornare è lasciare qualcosa per (ri)unirsi a qualcos’altro. Puoi abitare, lasciare e tornare in molti posti del mondo, ma “casa” è dove e come desideri svegliarti al mattino e rifugiarti la sera. Per quanto mi riguarda, la vita si costruisce o ricostruisce intorno a questa idea di casa.

cambiare terra
Fonte: freeimages.com

Benvenuta, Ludolingua!

Il 2 settembre 2014, giorno del mio compleanno, mi sono regalata l’apertura della partita IVA. Codice ATECO: “scuole e corsi di lingua”. Un regalo con notevoli costi di mantenimento, senza dubbio! Se sono ancora qui, è perché credo che il rapporto tra costi e benefici sia sostenibile.

In principio, ho portato in Ludolingua l’unica cosa che allora sapevo fare: insegnare. Più specificamente, insegnare l’italiano L2, cioè Lingua Seconda, cioè a persone in Italia che comunemente, o per capirci subito, siamo abituati a definire “stranieri”. Era, ed è, il lavoro per il quale mi sono formata all’Università per Stranieri di Siena, dove ho investito tempo, denaro ed energie. E amore.

studenti di italiano
Fonte: ludolingua.info – Studente si traveste e imita l’insegnante

Ma non ero più a Roma, crocevia di lingue e culture, meta di studenti universitari provenienti da tutto il mondo, di professionisti in viaggio d’affari, di religiosi e funzionari esteri degli ambienti pontifici e delle ambasciate, di ricchi turisti amanti dell’arte e della storia, di viaggiatori interessati a imparare per puro piacere personale la lingua simbolo della cultura nel mondo, di migranti dalle condizioni di vita più disparate.  Ero a casa, sulla linea di confine costiero fra Abruzzo e Marche, dove il profilo dello “straniero” è soprattutto quello dell'”immigrato”, che ha bisogno di imparare l’italiano per integrarsi, per lavorare, per una vita migliore di quella che aveva a casa; in una parola: per cambiare. Lingue, e vite, in gioco.

cambiare lingua
Fonte: ludolingua.info – Lingue in gioco. Foto scattata dai miei studenti

Ci sono tanti modi di insegnare una lingua. Il mio andava cambiato, adattato a una situazione nuova, a motivazioni e bisogni diversi. Ci ho messo un po’ per capirlo, e poi per farlo, riorganizzando metodi, approcci, contenuti e materiali di lavoro quasi da zero.

cambiare metodo
Fonte: freeimages.com

Ma dove?

Volevo fare a modo mio e mantenere bassi i costi iniziali di avvio e gestione, perché non sono ricca di famiglia né avevo accumulato ricchezze a Roma, dove avevo vissuto in affitto. Ho attrezzato una stanza al piano di sopra di casa mia, che è diventata così la sede legale e la piccola sede operativa della mia attività: una sola aula con angolo ufficio. Casa e bottega, per cominciare, mi andavano benissimo. Mancavano gli studenti.

“Scusa, Ludolingua chi?”

Un insegnante, di solito, non sa e non si chiede come siano arrivati in classe gli studenti che ha, quali siano le azioni esterne alla didattica che li hanno portati lì e non altrove (in un’altra scuola, per esempio). Un insegnante, perlomeno un insegnante che abbia sempre e solo insegnato, è quello che deve essere: un insegnante. Fuori dall’aula, di solito, sa fare poco altro. Soprattutto, un insegnante con alle spalle anni di formazione in ambienti accademici (specializzazioni, certificazioni, corsi post-universitari, …) ha quello che oggi considero un limite: una conoscenza verticale. È un esperto di qualcosa, magari perfino autorevole, conosce approfonditamente una materia, e viene reclutato per insegnarla. Per il resto, è più o meno ignaro di gestione e vendita in ambito formativo. Come vendere formazione? Ci vogliono altre competenze e abilità.

sales force
Fonte: ludolingua.info – Sales Force 2016 with Evolution Forum

Marketing, comunicazione, e lo sconfinato mondo del web.

Territori ostili a cui mi avvicinavo per necessità e con diffidenza. Di mio, ci ritrovavo soltanto le parole. E da quelle sono ripartita. Trovare le parole giuste per comunicare una presenza nuova a chi poteva essere utile. Mancavano altre conoscenze tecniche, me le sono procurate cominciando nel 2014 con Lisa De Leonardis.

Nel frattempo, i primi “nuovi” studenti: qualche adolescente figlio di migranti, piccolissimi progetti e laboratori nelle scuole. Quant’era difficile trovare studenti! Vivevo con il Sillabo di italiano per stranieri in una mano, uno degli attrezzi del mio mestiere, e un libro di marketing nell’altra, nuovo strumento per un nuovo mestiere. Avevo l’impressione che le due cose insieme non andassero ancora d’accordo.

Ludolingua e Helen Doron® English

Mi serviva un ambiente più adeguato. Volevo una scuola colorata, che si dedicasse all’insegnamento delle lingue.

cambiare
Fonte: helendoron.it/branch/ascoli

Durante la ricerca, mi sono imbattuta nella Helen Doron® English di Ascoli Piceno, uno dei circa 1.000 Learning Centres nel mondo affiliati al gruppo Helen Doron Ltd.: dal 1985 insegnamento dell’inglese a bambini e ragazzi dai 3 mesi ai 19 anni, con una metodologia didattica che ho sentito subito familiare. Devo la scoperta del mondo di Helen Doron a Simona Bossi, titolare del Learning Centre di San Benedetto del Tronto. Le avevo chiesto un’aula, mi ha dato una scuola.

Cercasi Manager

In quel momento, il Learning Centre di Ascoli Piceno, diretto da Simona e dalla sua socia Valentina, stava cedendo la gestione della scuola. Ho alzato la mano e ho colto l’opportunità. Questo non avevo proprio considerato di farlo … io Manager? “Che roba è?”.

cambiare lavoro
Fonte: ludolingua.info

7 settembre 2015: il mio primo giorno come Manager di Helen Doron® English, Ascoli Piceno. Ho pianto copiosamente, in segreto, all’incirca per tutta la prima settimana. Non mi ci vedevo.

Ho conosciuto altre persone con cui confrontarmi quotidianamente, che mi hanno aiutato a rimettere le cose in prospettiva. Melissa Dari, titolare del Learning Centre di Montegranaro e insegnante, mi ha fatto capire che dirigere e insegnare è estremamente difficile, ma possibile. E che poi, a un certo punto, si può scegliere di cambiare. Ci vuole coraggio.

Che fine ha fatto Ludolingua?

Non è che non avessi più tempo a disposizione per far conoscere Ludolingua nel territorio e incontrare altri nuovi studenti di italiano: anche se fossero arrivati, non avrei avuto tempo per fare con loro il mio lavoro di sempre!

Helen Doron® English aveva bisogno di crescere e la direzione del Learning Centre richiedeva più energie di quelle stimate, e anche nuova formazione specifica. Ludolingua finiva in cantina, io dietro una scrivania? Non se ne parla!

Cambiare è esserci in un’altra forma

Cambiare
Fonte: freeimages.com

Mi ci sono voluti un paio di anni per riconoscere Ludolingua dentro ogni cosa che facevo: nella gestione complessiva del Learning Centre, nelle linee guida di comportamento con le famiglie degli iscritti, nell’attenzione speciale che riservavo a ciò che accadeva nelle aule durante le lezioni, nel rapporto con gli insegnanti Helen Doron® English da coordinare e guidare, nell’organizzazione degli eventi della scuola, in ogni nuova idea per nuovi progetti, nell’accurato lavoro di comunicazione che occorre a ogni brand internazionale per restare forte e autorevole nel tempo in un mercato competitivo, e per saper cambiare al momento giusto.

Corsi di inglese Helen Doron
Fonte: helendoron.it/branch/ascoli – Clicca sull’immagine per leggere questo articolo

Con il tempo, poi (nemmeno tanto, direi), ho imparato – e continuo a imparare – l’arte della delega, decentrando una parte del controllo. Mi sono provvista di una buona collaboratrice, Chiara, che poi è anche insegnante. Ho speso del tempo per istruirla su cosa fare, riguadagnando un po’ del mio.

Va bene, ma l’insegnamento? Continuo a insegnare italiano L2, meno di prima, ma meglio di prima. La mia più recente studentessa iscritta a Ludolingua è stata Aurora, da Grenchen, in Italia per vacanza-studio. Se non ho tempo di stare in aula più intensamente, lo faccio fare ad altri. Ci sono in giro tanti giovani insegnanti di italiano L2 validi che, come me tempo fa, cercano una scuola. Valuto continuamente i loro curriculum – sì, “curriculum”, e non al plurale curricula come il latino avrebbe voluto e come i più eruditi vorrebbero ancora, perché anche la lingua cambia e si arricchisce di nuove possibilità.

Mi sono resa conto che cambiare è questo: esserci in un’altra forma.

Bentornata, Ludolingua!

Nuovo sito web, nuove attività, nuovi progetti

A tre anni dalla sua nascita, Ludolingua oggi è: corsi di italiano per stranieri, corsi di inglese per bambini e ragazzi con metodologia Helen Doron®, gestione in ambito formativo e scrittura per il web. Tutto questo è tenuto insieme da un filo rosso, che è quello originario: le “parole in gioco“.

Il nuovo sito web di Ludolingua, cambiato da pochi giorni, è stato sviluppato da Simone Volpini. I testi sono miei, come sempre. Sono stati eliminati numerosi contenuti che non servivano più, compresi articoli del blog, per questo a oggi ce ne sono ancora pochi. Sito e testi sono in divenire. Li migliorerò anche grazie a te che leggi, se vorrai suggerirmi i tuoi cambiamenti.


Contattami

20 Condivisioni